giovedì 17 agosto 2017

Post semi-serio di una notte di mezza estate

Ok dai...
Cerchiamo di essere obiettivi.
Ma chi? Ci sono solo io qui e quindi... "cerco di essere obiettiva".

Tu stai fuori.
Io, peggio di te.

Boicottatori sapienti, autosabotatori esperti, distruttori supremi di accennate, timide felicità.

Della felicità non sappiamo che farcene.

Meglio, inquieti, a farci compagnia in silenzio, intontiti davanti a un pallino verde con cornetta bianca disegnata sopra.

Mi vado a prendere qualche mandorla, che fanno bene e ho fame.

Eccomi.
Per dire che?
Che tu stavi per vomitare ed io ti son rimasta accanto.
Forse tu non volevi, ma io pensavo di sì, e son rimasta.

Ma quando io son caduta nell'assillaggine (la malattia degli ansiosi), allora via tutti i "sei speciale"; fuga grossa dei "sei perfetta"; in volo i "non hai niente che non va".

A tesò...io mica c'ho la sveglia al collo!(per citare un parente prossimo)

Tutti sti complimenti non richiesti non valgono un cazzo, come i regali quando non è né Natale né il compleanno.
E pure i miei sdolcinati apprezzamenti, innaturali come lo zucchero nel sugo (che pure qualche coraggioso aggiunge), non sono serviti ad altro che a stancare me quando li dicevo, e anche te, povero tesoro.

Però c'è anche un'altra cosa innaturale qui: piacersi, baciarsi, abbracciarsi (e tutto ciò guardandosi ben dritto negli occhi), scherzare e stare bene, e poi passare in 1 secondo all'altro estremo...sparire.

È come piantare il basilico e appena nasce la prima fogliolina striminzita, sradicare tutta la radice, perché non profumava abbastanza.

Tie'...che cazzo de metafore che me vengono a quest'ora

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