giovedì 17 agosto 2017

Post semi-serio di una notte di mezza estate

Ok dai...
Cerchiamo di essere obiettivi.
Ma chi? Ci sono solo io qui e quindi... "cerco di essere obiettiva".

Tu stai fuori.
Io, peggio di te.

Della felicità non sappiamo che farcene, dai.

Meglio, inquieti, a farci compagnia in silenzio, intontiti davanti a un pallino verde con cornetta bianca disegnata sopra.

Mi vado a prendere qualche mandorla, che fanno bene e ho fame.

Eccomi.
Per dire che?
Che tu stavi per vomitare ed io ti son rimasta accanto.
Forse tu non volevi, ma io pensavo di sì, e son rimasta.

Ma tesò, tutti sti complimenti non richiesti non valgono un cazzo, come i regali quando non è né Natale né il compleanno. Come dicevano i miei quando da bambina sbavavo davanti alla vetrina dei giocattoli.
E pure i miei sdolcinati apprezzamenti, innaturali come lo zucchero nel sugo (che pure qualche coraggioso aggiunge, che leva l'acidità, pare), non sono serviti ad altro che a stancare me quando li dicevo, e poi anche te, povero.

Sono nata allergica alla dolcezza, mio padre voleva abbracciarmi e io sgusciavo come un'anguilla ad ogni smanceria, e mo'? Che é tutta 'sta pagliacciata??

E' che, semplicemente, ho seguito il consiglio di Sara: "E fattelo piacé, così te diverti un pò".
Bella prova secca.

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