lunedì 24 luglio 2017

Stramba poesia su un soffio d'infinità



I tuoi mostri
Movimenti ansiosi
Rifiuto inconscio
Di me
Ho parlato troppo
E tu hai troppo ascoltato
Era irresistibile
Più mi dicevi “Mi piace ascoltarti”
Più mi crogiolavo
Godendo di questa intenzione
Ho forse detto tutto
E più niente resta da dire?
Non so
Quello che so è che costruire
Non sta nel dire
Ma nel fare
Cose nuove
Perché nuovo sei tu
Nuova sono io
Cose nuove
Perché noi lo siamo
Anche se non lo sappiamo

Mostri
Incubi
Paura
Ansia
Paura
Rifiuto
Non vivere alla giornata
Proiettarsi
Nel bene
E proiettarsi nel male

Non posso stare con lei ora
Non voglio
Vorrei stare con lei ora
Potrò?
E non vivere
Per vivere il futuro

Aspettare
Un parere
Un consiglio
Un’ancora
Non capire
Sfugge dalle mani
Presto
Prestissimo
Sabbia che non ha fatto in tempo
Era vero?
Oh, certo
Ma ora
Non si ride
Ero un clown
Forse ho esagerato
Sono una persona esagerata
Ma era l’inizio
Avrei smesso
Anche io in preda all’ansia
Da prestazione
Per ricevere amore
Per dover mantenere il livello alto della nostra iniziale conoscenza
C’era il mare
Ma solo un tramonto
Visto con te
Ridendo
Scattando foto
Tanta gente intorno
Sintonia
Protetti dagli sguardi
Protetti dagli altri
E soli
Spauriti

Mostri
Il passato è solo un mostro

Era tutto vero
Ma non sarei stata sempre così
…perfetta hai detto
Non lo sarei stata sempre…
Parole esaurite battute balli allegria
Volevo farti ridere
Ma da vicino vedevi solo Mostri
I miei forse
Chissà se mi volevi uguale al tuo ieri
Sono purtroppo nuova
E ormai già vecchia

Muri
Non ridi più
Sono associata alle tue paure
Non posso sganciarmi
Fare la spesa bere un thé guardare un film andare a una mostra a un concerto bere una birra al pub con degli amici non più soli non più da soli scoprirsi in mezzo agli altri protetti come nel tramonto di Tarquinia
Raccogliere le more sdraiarsi sulla spiaggia e non parlare più libertà del silenzio sapere che non si è giudicati analizzati rinchiusi in una gabbia

E oggi
Cancellare il tuo nome da un social network
Sentirsi un po' cretina
Non avere scampo dagli interrogativi
Uno su tutti: avremmo dovuto resistere?
Immaturi
Irruenti
Imprudenti
Eppure così simili
Avrei taciuto un giorno, quando saresti stato pronto a parlare
Dovevi prendere confidenza, hai detto
Avrei atteso
Dosarmi
Non è il mio forte
Centellinarmi
Nemmeno

Forse capirai
Forse ora è facile lasciare andare
Meglio evitare
Resta però l’amorevole dolore di un’infinità sfiorata
Amata

-        Scritta di getto, 24 Luglio ore 19:50

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