domenica 16 settembre 2018

martedì 28 agosto 2018

donne che crescono con orsi
essere diverse da donne che crescono con chiocce

venerdì 24 agosto 2018

2010, Flussi

DONNE! é ARRIVATO...L'ARROTINO!!!...

La Ponzio e il senso critico,anticonformismo come insegnamento,il chioschetto con vista sulla colombo dove ho appena mangiato la pasta fredda...the ghost of tom joad...Potrei imparare il cinese e parlare solo quello,così non capiresti le cavolate che dico...vetro piombato...
Coi se e coi ma non si cresce, si cresce coi "nonostante".(così dice gramellini)..Le novelle di Pirandello e i musicanti di Brema…i film di Ken Loach e la maldestrezza di Woody Allen…i chiostri di sera…mangiare all’ aperto…le canzoni di Lucio Battisti…le scatole di latta...argento...scherzando dicevi:"imparero'a suonare le percussioni",io invece vorrei una laurea in filosofia e dei grandi occhi verdi,o forse solo che "per pura sintesi di te"fosse stato scritto per me...il suono della chitarra…quello che sei per me...l’armonica… “Wish u were here” live… “Cent’ anni di solitudine”… le poesie di Rimbaud…Tagore … Taizè…i sorrisi di Silvia… i campi di girasoli nella campagna umbra… i ricordi…il mare di sera quando tutti se ne vanno…la dolcezza… i sentieri di montagna e arrivare alla fine, al rifugio…la pasta col pesto fatto in casa … la torta pan di spagna e fragole di mia nonna, la Guinness in Irlanda e il penetrante suono del vento,com'ero stupida a gennaio 2003, il piumone mentre fuori piove…se sono speciale non sono intercambiabile...i campi di lavanda in Bretagna…Leicester Square…i quadri di Chagall…aspettare le stelle cadenti …esprimere un desiderio…i viaggi in nave…guardare da lontano una terra sconosciuta, da scoprire…kandinsky...le partenze e i ritorni…non abbiamo fatto in tempo...scrivere…girare in mutande per casa…la frutta caramellata…lontano eppure...illusioni..."Non parliamo di noi, parliamo di me e di te..."
I dischi in vinile…il rumore della puntina del giradischi sul disco…la delicatezza… la vitalità di mia madre…l’ ironia…le lasagne e i cannelloni…il suono dello xilofono…la risata di Giovanni e i suoi “Cachi…ti voglio bene”, la mia gatta che mi lecca, la sua linguetta ruvida…Baffetto e quella coppia accanto a noi(un danese e una norvegese?un norvegese e una danese?), parlavo in inglese,tu ci provavi(a parlare in inglese) e dicevi : "Mamma mia,come mi piace 'sta ragazza...", lavare i piatti ballando coi Nirvana a palla…San Francesco… Quando Egli apre nessuno chiude...quando chiude nessuno apre(io però me sto a soffocà...aprime 'na finestrella,'na porticina pure a me, che te costa??),“Le ceneri di Angela”…mio nonno e il suo cannocchiale…le terme di Saturnia…la pazienza che non ho avuto...i vicoletti di Trastevere …gli stranieri nei pubs e quelli ubriachi per strada …Eric Clapton…le doppie voci…il silenzio…il casino quando mi va di farlo…i choco pops nel latte…la apple pie con la crema sopra…un vecchio e un bambino si presero per mano...i jeans comodi e vecchi…il mio zaino…le riviste dell’ Ikea…mi sa che sono intercambiabile...sguazzare in acqua…i bagni caldi con tanta schiuma…il futon di N…le magliette nere…quello che ho...quello che ancora non ho avuto...occhi che osservano...i Dr Marten’ s sotto le gonne da zingara…Jacquès Prévert e Monsieur Dumay che me l’ ha donato… “La storia infinita” visto in un’ arena…Camaldoli… il campeggio…Mary Poppins…le mie foto e i cd…tre volte dentro me...i viaggi e gli incontri in treno…tutti i bambini dell’ India…raccogliere i pinoli per farci il pesto…la Toscana…mi avevi portato dei fiori ma ero ancora viva...i pescatori … tu mi hai perdonata ed io...le partite della Roma… le caffettiere carbonizzate quando mi innamoro…i porti...Genova e carrugi...la mia casa piena di gente…la mia casa vuota…il decollo dell’ aereo… gli inglesi coi libri in mano nella metropolitana di Londra…le moto…qui nelle info sei mischiato con la mia vita...correre in autostrada…cantare a squarciagola…i discorsi pseudo-filosofici post joint…le persone stimolanti…dettagli...Covent Garden...i Corker's...i-pod in autobus...il vento sulla faccia mentre corri in motorino…il sapersi adattare…sedersi su uno scalino per strada e chiacchierare…o in riva al Tevere a leggere poesie sperando che non passi una pantegana(con Alessia) … scrivere una lettera d’ amore …il battello sulla Senna…i soprammobili alle finestre delle case olandesi…i bar di Brema…le case di Matmata , il tramonto… e quella piccola vecchia signora berbera…il Monte Bianco…la polenta concia in Val d’ Aosta…la neve... guardarla, di sera, alla luce dei lampioni…giocare a palle di neve a Roma, come nell’ 86…2 aprile tu sull'autobus e sapevo di incontrarti,ma non da bondolfi...il primo whisky and cola da Eva…l’ arcobaleno delle Blasket islands…le foche libere che ho visto proprio lì...e non ci credevo... il peperoncino (tanto)… rinunciare a volte serve...o bianco o nero?...davvero?...le ore nei negozi di dischi… restare un po’ in accappatoio dopo la doccia…tutti i miei cugini...“Pablo” di De Gregori…la gratitudine…chi si conosce e sa spiegarsi…Sergio che suonava il suo bongò(e lo suona ancora)…la medina di Sousse…le parole…gli aperitivi di zia Bruna…Elsy, sorella indiana…le idee improvvise…Aktobe e un suo abitante…le sintonie inaspettate… il sorriso beato di Marco Fabbri mentre suona il suo violino…le novità…le sorprese…Hammamet...le casette colorate di Dingle…Testaccio…Garbatella…nonna Iole…le lettere sgrammaticate della mia cugina brasiliana…Villa Sciarra…i funamboli su fili sospesi… Paco De Lucia…le cose colorate…le persone rincoglionite…chi ride di sé stesso…via Cavour di sera...la funicolare …le panelle e gli arancini…il vino rosso…dormire per terra quando fa troppo caldo…
Non c'ero,e se c'ero,dormivo...Carina la mia gattina che mi trattava come sua figlia,tutto ciò che "sbrilluccica"(prismi,specchietti di gonne e bracciali indiani,lampadari con le gocce di cristallo,paillettes,brillocchi...di tutto),Pippi calzelunghe,sbagliando s'impara(davvero???),
lavare i piatti per fare “qualcosa di pratico",musica a palla mentre li lavo o mi lavo, nonno Angelo la soffitta i pinoli e il cannocchiale, terme e fango,ospitalità,solidarietà alla fermata dell'autobus, vicoletti in generale,ovunque, stranieri nei pub, inni patriottici, mondiali di calcio sudore e tifo,rosso malpelo non é un cantante né una novella,poil de carotte ma non per maupassant,insomma erano i pochi capelli rossi di un ragazzo 1/2 amico e mezzo no...tante belle parole ma alla fine se non si ama si muore lentamente...bisogna però imparare a farlo bene...Come si fa???...mare larghi in spiaggia, meglio verso le 18…la mia stanza che cangia con me.
Merci..."
(2 Aprile/1 Luglio 2010)

giovedì 23 agosto 2018

faccio come i bambini piccoli, che si coprono gli occhi
pensando che poi tu non li veda più
pensando che sia così facile
pensando che nascondersi sia possibile

mercoledì 27 giugno 2018

A volte la felicità ci viene delicatamente incontro
e noi non la accogliamo

Bisogna crescere
e crescere significa camminare a passi spediti verso ciò che ci fa bene

martedì 21 novembre 2017

Lo sento nello spazio grande tra me e te
quanto mi vuoi bene

E' dolce restare al limite e non volersi avvicinare
sappiamo che quello che resta é quello spazio vuoto

e nel fatto di non riempirlo risiede un' eternità rispettosa e discreta

Forse il contrario dell'amore é il possesso
allora son lieta di non possedere nulla
se non i tuoi sguardi delicati e pensosi

che mi portano in mente la purezza di un abbraccio
in un silenzio confidenziale e sicuro, che solo noi ci potremmo permettere
in mezzo a tutto questo frastuono

lunedì 20 novembre 2017

Io la sensazione riposante di sentirmi a casa l'ho provata.
E non è stato a casa mia.
O meglio: fino a quel viaggio di 1 ora e mezza in treno da Roma a Frosinone, avevo sempre considerato la mia casa natale il posto migliore per rifugiarmi e sentirmi al sicuro.
Ma durante quel viaggio ho sentito fortemente che la mia casa non era più quella scatoletta di 4 pareti nel cuore di Roma: era un'enorme casa a vetri fatta di 70 persone che circolavano di giorno e 40 che ci dormivano di notte. Insieme a me.
La Casa è una famiglia, e spesso la famiglia più accogliente, protettiva e amorevole non è legata a te da vincoli di sangue.
Nel mio caso c'era un legame soprannaturale, perché quell'Amore che c'era tra noi era nutrito e accresciuto dalla relazione che tutti cercavamo di avere con l'Amore degli amori in persona.
Ecco perché ora mi manca da morire tutto questo. Un amore così...non umano, ma anche squisitamente umano...
La mia Casa è lì da voi.
Farsi crescere i capelli per insufficienza di fondi
Provate ad andare di moda anche dentro

sabato 28 ottobre 2017

Mi sento migliore solo di chi si sente migliore.
Ma quando mi sento migliore di chi si sente migliore, poi mi sento peggiore.

giovedì 26 ottobre 2017

Weak

Le uniche ore felici in cui si può circolare a Roma sono nella fascia 11/16.
Prima o dopo è un inferno di rumori assordanti, vociare oltre i limiti del decente, aggressività incontenibile, epiteti tristemente coloriti, clacson, gabbiani urlanti, pappagalli verdi e uomini bavosi e sputacchiosi. Dalle 8 alle 10 è già tanto se riesci a trovare 1 posto che ti faccia conservare le tue funzioni vitali (in autobus), e la gente ha (giustamente) delle facce sconsolate come di chi debba andare sulla ghigliottina. Dalle 17 ecco gli "uscitori da lavoro", che fanno a gara a chi arriva prima e a chi spintona più forte il vicino.
E al calar del sole, non importa che ora sia, escono fuori dei veri e propri MOSTRI.
Tutto questo si mischia inesorabilmente, senza potersi fondere, col silenzio delle persone che, coraggiosamente ed eroicamente, cercano di sopportare (non potendo combatterlo) questo clima di terrore.
Questo è ciò che si prova a una fermata qualsiasi effettuata dal 3, nel tragitto che mi porta, alle 20 di sera, dalla stazione trastevere a via labicana.

Mi sento indifesa, fragile, scoperta.
Non so dove guardare per non guardare.
Non so come fare per non sentire questo frastuono, e mi si è anche rotto l'ipod.
Lo so, è solo una massa informe di disperazione, siamo tutti sulla stessa barca, sì...ma sono debole, e non so come fare

giovedì 12 ottobre 2017

venerdì 18 agosto 2017

Io, donna di molte parole
Tu
Mi hai sfiorata appena
E sai già di me
Più di quanto non dovessi
Colpa del voler afferrare tutto
Succhiare dai margini, dicevano
Dai margini della vita.

Tu
4 notti dormite insieme
Nulla
Nulla da non poter dimenticare

In utero
I giorni non vissuti
E lo sperimentare nuove sinergie

In sospeso

Quegli "avremmo"
Che non abbiamo

Mi piace poter credere
che gli embrioni crescano anche senza cibo

Che le rose che devono
Fioriscano

Eppure abituata sono
A tristi rese e nostalgie
Che spezzano il fiato
E tolgono il sorriso
Il mio

Vado sempre fino in fondo
Ma in fondo nessuno mi fa mai veramente arrivare

giovedì 17 agosto 2017

Cuochetto padovano, amico, fratello, e per ultimo amore...mi manchi.
Sei tornato nella mente così, senza motivo.

Ma la mattina, appena sveglia, non sei più tu il mio primo pensiero.

Ti rivedrò?

Post semi-serio di una notte di mezza estate

Ok dai...
Cerchiamo di essere obiettivi.
Ma chi? Ci sono solo io qui e quindi... "cerco di essere obiettiva".

Tu stai fuori.
Io, peggio di te.

Boicottatori sapienti, autosabotatori esperti, distruttori supremi di accennate, timide felicità.

Della felicità non sappiamo che farcene.

Meglio, inquieti, a farci compagnia in silenzio, intontiti davanti a un pallino verde con cornetta bianca disegnata sopra.

Mi vado a prendere qualche mandorla, che fanno bene e ho fame.

Eccomi.
Per dire che?
Che tu stavi per vomitare ed io ti son rimasta accanto.
Forse tu non volevi, ma io pensavo di sì, e son rimasta.

Ma quando io son caduta nell'assillaggine (la malattia degli ansiosi), allora via tutti i "sei speciale"; fuga grossa dei "sei perfetta"; in volo i "non hai niente che non va".

A tesò...io mica c'ho la sveglia al collo!(per citare un parente prossimo)

Tutti sti complimenti non richiesti non valgono un cazzo, come i regali quando non è né Natale né il compleanno.
E pure i miei sdolcinati apprezzamenti, innaturali come lo zucchero nel sugo (che pure qualche coraggioso aggiunge), non sono serviti ad altro che a stancare me quando li dicevo, e anche te, povero tesoro.

Però c'è anche un'altra cosa innaturale qui: piacersi, baciarsi, abbracciarsi (e tutto ciò guardandosi ben dritto negli occhi), scherzare e stare bene, e poi passare in 1 secondo all'altro estremo...sparire.

È come piantare il basilico e appena nasce la prima fogliolina striminzita, sradicare tutta la radice, perché non profumava abbastanza.

Tie'...che cazzo de metafore che me vengono a quest'ora

mercoledì 16 agosto 2017

Un magone tremendo.
Se leggo cosa ho scritto qui il 15 Marzo 2017 mi vengono i bbbbbrividi.
Parlavo (parlava, D'Avenia) di 2 infiniti feriti.
Forse era una premonizione.
Feriti, lo siamo.
Infinito, tu lo sei.
E anche io, penso.

Rivoglio l'anello!
E i tuoi: "Posso chiamarti?"